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Apollinare 1: Abitare solidale

 

 

Dall'idea al progetto

La FAV – Fondazione Ambrosiana (www.favambrosiana.it) per la Vita nasce nel 2002 si ispirazione del Cardinale Carlo Maria Martini come ente dedito al sostegno della vita (è formata dal CAV di Via Tonezza, dalla Fondazione per le Attività Pastorali, l'Associazione A Piccoli Passi e il Pio Iistituto di Maternità), in particolare nelle situazioni di fragilità e di difficoltà: giovani madri, ragazze sole, donne con situazioni familiari insostenibili alle spalle. Nei suoi dieci anni di vita la FAV ha promosso progetti di accoglienza residenziale e progetti di sostegno alla maternità difficile, oltre a numerosi eventi di incontro e sensibilizzazione su questi temi.
Nel 2013 la FAV apre un nuovo capitolo della sua storia, con Apollinare 1, un progetto abitativo innovativo e ambizioso che, in linea con la vocazione di sostegno alla vita in tutte le sue fasi, coinvolgerà non solo madri sole in difficoltà, ma anche minori non accompagnati e anziani autosufficienti o parzialmente autosufficienti: un condominio solidale nel quale le generazioni abitano insieme.
Apollinare 1 è una palazzina di due piani, più un ampio piano terreno, adiacente alla parrocchia di sant'Apollinare in Baggio. La palazzina, un tempo scuola elementare, è stata completamente ristrutturata e adibita a diventare un complesso abitativo davvero particolare, nel quale il verbo abitare, inteso come vivere in un luogo proprio e in maniera del tutto autonoma, si coniuga con il verbo incontrare.

 

Diventare abitanti, e non inquilini

Al primo piano della palazzina sono stati ricavati 5 appartamenti: 2 appartamenti sono destinati a ospitare madri sole in difficoltà, 3 appartamenti con una grande cucina comune ospitano invece una comunità di minori non accompagnati, con la presenza di educatori 24 ore su 24. La comunità è stata avviata nel Luglio 2013, attualmente ospita 10 minori non accompagnati provenienti da Egitto, Kossovo, Bangladesh. La comunità nasce all'interno del consorzio SIS in collaborazione con altre organizzazioni del Terzo Settore e in co-progettazione con il Comune di Milano utilizzando i fondi della L. 285 sulle emergenze sostenibili. Il Comune ha voluto incrementare sul territorio di Milano l'accoglienza per 130 minori non accompagnati dai 16 ai 18 anni, a fronte del numero sempre crescente di minori non accompagnati. Vengono accolti ragazzi con più di 16 anni con buone competenze, in grado di seguire un progetto che promuova l'autonomia e la responsabilizzazione, in una struttura più leggera rispetto alla comunità come viene normalmente intesa e praticata.
Il nome scelto dagli educatori per questa comunità è Sputnik – Compagno di Viaggio - un nome che rende bene il senso e il significato di fare comunità residenziale con adolescenti non accompagnati, offrendo loro un percorso limitato nel tempo (fino al raggiungimento della maggiore età) ma che intende fornire un riparo temporaneo, un luogo in cui radicarsi, re-imparare regole e socialità, per poter ripartire con più strumenti.

 

      

Una delle specificità educative della dimensione della residenzialità consiste nell'offrire un'esperienza di ri-radicamento: significa cioè allestire un contesto artificiale nel quale, nel rispetto dei limiti e delle potenzialità di ciascuno, poter imparare o reimparare le competenze sociali e relazionali che si apprendono all'interno delle proprie radici familiari e che permettono di stare, di muoversi, di orientarsi nel mondo.
Il nostro progetto vuole insegnare ai ragazzi a essere abitanti e non inquilini: l'inquilino ha un rapporto strumentale e consumistico verso la casa, non sosta ma transita, la casa è un mero luogo di passaggio. L'abitante, al contrario, interiorizza la casa la fa propria attraverso la condivisone affettiva con gli altri abitanti, tramite la definizione di spazi e regole, e la personalizzazione degli ambienti.
L'uso del televisore, del frigorifero, del telefono, per citare alcuni esempi d'oggetti domestici d'uso collettivo, non hanno solo una valenza funzionale, ma fissano anche i significati delle relazioni all'interno del contesto educativo, e sono testimonianza degli esiti delle negoziazioni che avvengono quotidianamente tra i membri. Stimolare processi di negoziazione intorno agli oggetti e riflettere con gli abitanti intorno a essi permette alle persone di sentirsi protagonist, e non solo destinatari del lavoro educativo.
Reinserire il consumo degli oggetti all'interno del processo sociale e simbolico significa, inoltre, offrire, una grand'opportunità di radicamento. Come le radici crescono non solo grazie alla terra, ma nella terra, così gli individui, crescono non solo grazie alle cose che consentono la cura dei bisogni quotidiani, ma in quelle cose, perché manipolandole continuamente in modi diversi, sono fissati i significati, è dato un ordine al mondo.

 

Marina Balestra, Peadgogista e Assistente Sociale

  

 

Apollinare 1 – Come a casa...

Il secondo piano è stato ristrutturato creando 7 appartamenti bilocali completamente autonomi, e un grande salone comune. Questi appartamenti sono destinati agli over 65, soli o in coppia, che per molteplici ragioni non possono più vivere soli (per l'età troppo avanzata, per problemi di salute non invalidanti, per l'eccessiva lontananza o la mancanza di familiari che se ne prendano cura, per questioni economiche) ma che desiderano rimanere autonomi e necessitano di qualche attenzione particolare.

Gli appartamenti, infatti, sono dotati di tutti i dispositivi di sicurezza necessari per gestire autonomamente la propria vita quotidiana (piano cottura a induzione, doccia con sedile), e sono parzialmente arredati, per permettere a chi lo desidera di portare con sé mobili o complementi d'arredo a cui si è particolarmente affezionati.Nel canone di affitto è compreso il servizio giornaliero del Buongiorno, un servizio giornaliero di home visiting da parte di un operatore specializzato per controllare che tutto sia a posto, che le medicine siano state prese, e per raccogliere eventuali bisogni. Inoltre, sono disponibili in convenzione con le strutture del quartiere numerosi servizi (preparazione pasti, pulizia dell'appartamento, accompagnamento...), in modo da creare un sistema di protezione e di garanzie flessibile e al contempo personalizzato, a partire dai bisogni delle singole persone.

Apollinare 1 è un progetto di condominio solidale che tenta una risposta innovativa rispetto ai bisogni abitativi degli anziani più fragili, e che dimostra come il privato sociale sia capace di promuovere un diverso modo di risolvere il problema della casa, creando situazioni - ponte che salvaguardino l'autonomia delle persone: anziani non abbandonati a se stessi, ma nemmeno costretti a lasciare il loro quartiere o a diventare ospiti in una struttura.
Apollinare 1 è dunque un progetto di social housing che non dà per scontata l'autonomia degli "inquilini", ma che mira a promuoverla: il progetto pedagogico e di accompagnamento di tutti coloro che abiteranno Apollinare 1 è dunque quello di aiutare a costruire il proprio progetto di vita, con una gradualità ampia e flessibile che non parte da risposte pre-confezionate. Per questo, l'idea di un condomino solidale è diventata un vero e proprio progetto educativo e sociale, nel quale numerosi operatori sono già stati coinvolti.

 

 

  

Il progetto di condominio solidale della FAV – Fondazione Ambrosiana per la Vita mira a trasformare il concetto di "diritto alla casa" in "diritto all'Abitare", attraverso un programma integrato di interventi che comprende l'offerta di alloggi, azioni e strumenti rivolti a coloro che non riescono a soddisfare sul mercato il proprio bisogno abitativo. Garantire a tutti l'uso della città, e non la sola casa. Non si tratta quindi di progettare un edificio con alcuni spazi dedicati a servizi comuni, si tratta piuttosto di una progettazione integrata con un approccio interdisciplinare mirato alla analisi, progettazione e gestione sociale, prima ancora che architettonica.
Si parte quindi da un'analisi dei bisogni in una prospettiva che tenga conto dell'evoluzione demografica, economica, industriale e dei flussi di residenza. Si individuano quindi criteri e soluzioni di integrazione di questi bisogni con quelli del quartiere in cui si inserisce il progetto, puntando a offrire servizi e spazi che possano garantire un'ottimale integrazione e mutui vantaggi tra il nuovo insediamento e la comunità già residente. Proprio per permettere il massimo di integrazione con il quartiere, in genere si cerca di evitare di proporre soluzioni omogenee per un'unica tipologia di utente: per soli anziani, soli immigrati, sole famiglie giovani. il mix di offerta e di tipologie di dimensioni evita la formazione di isole abitative che tendano alla chiusura e all'autoreferenzialità.
Si pone la finalità di migliorare e rafforzare le condizioni abitative di queste persone attraverso la formazione di un contesto residenziale di qualità all'interno del quale sia possibile non solo accedere ad un alloggio a canone calmierato, ma partecipare attivamente alla sperimentazione di nuove, o rinnovate, forme dell'abitare, nelle quali gli inquilini sono chiamati alla costruzione di una comunità sostenibile 

 

Marina Balestra, Peadgogista e Assistente Sociale

  

 

Un'autonomia che viene costruita anche nell'incontro tra mondi diversi (possiamo pensare due mondi più diversi di quelli di un adolescente e di un anziano?), un incontro indubbiamente pieno di incognite, ma – come tutti gli incontri, se ben guidati – sempre fonte di ricchezza e di nuovi stimoli. Una sfida che non rimane autoreferenziale, solo interna al condominio, ma che si apre a tutto il quartiere di Baggio: Apollinare 1 è già, e sempre di più diventerà, luogo di incontro e solidarietà tra le generazioni.

 

Qualche numero

La palazzina di Piazza sant'Apollinare in Baggio è stata costruita nel 19XX
I lavori di ristrutturazione sono iniziati nell'Aprile 2012 e sono terminati il 30 Giugno 2013
Gli appartamenti sono 12: 5 per mamme e giovani al primo piano, 7 per over 65 al secondo piano
Ogni appartamento del secondo piano ha una superficie di 50 mq circa
Gli appartamenti sono dotati di: angolo cottura a induzione, riscaldamento di nuova generazione, doccia con sedile, sistemi di chiamata rapida per il soccorso.


Il Servizio Buongiorno è compreso nel canone di affitto e permette di ricevere quotidianamente la visita di un operatore con specifiche competenze sociali e paramediche. L'operatore verifica le condizioni delle persone in alloggio, le aiuta nel disbrigo di piccole incombenze quotidiane e nell'assunzione dei farmaci, ove richiesto. È garantito un servizio di prossimità e vicinanza da parte di operatori specializzati. A prezzi convenzionati sono inoltre disponibili numerosi servizi aggiuntivi, come preparazione dei pasti, pulizia dell'alloggio, lavanderia, spesa a domicilio, prestazioni infermieristiche e servizio di trasporto medico, in collaborazione con la Croce Verde di Baggio.

 

Milano è una città che sta rapidamente invecchiando: secondo gli indicatori demografici del 2012, 1 cittadino su 4 ha più di 65 anni e, se le tendenze in atto dovessero proseguire, si potrebbe prevedere un raddoppiamento delle famiglie di ultraottantenni e un incremento di uomini anziani soli. A Baggio, sempre secondo gli indicatori demografici, il 27,8% della popolazione ha più di 65 anni. Grazie ai dati forniti dai responsabili di settore della zona 7, al CMA (Centro Multifunzionale Anziani) del quartiere Baggio nel 2009, 614 anziani ricevevano un servizio di Assistenza Domiciliare, 212 i pasti a domicilio, 618 i sussidi integrativi al minimo vitale; nel 2011 i numeri sono decisamente cambiati: sono 1088 gli anziani che si rivolgono al centro per ricevere uno o più di questi aiuti e, nel solo 2011, vi sono state ben 112 nuove prese in carico da parte del servizio in parola (ad esempio, nel quartiere Baggio - che costituisce solo una parte della zona 7 – sono stati forniti 20947 pasti a domicilio).

 

 

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